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Quando ho visto il mio cane per la prima volta, nei suoi occhi ho letto tanta tristezza ed allora gli ho
detto: "Vieni, sarai il mio amico". Abbiamo condiviso ogni istante della nostra vita e nei suoi occhi
leggevo: "Ti voglio bene e ti ringrazio".
Quando la morte è giunta a separarci, l'ho preso tra le mie braccia tenendolo stretto e piangendo ho
chiesto:
"Perché è già finita?"
Con un ultimo sguardo il mio amato compagno mi ha risposto:
"Perché un altro cane randagio diventi tuo amico".
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La nostra casa si chiama "Rifugio Argo", ed è davvero una bella casa: per noi è l'unica certezza, ed a volte l'unica salvezza dalla cattiveria umana. E' nata quasi dieci anni fa, nel
1994, eravamo quasi cinquanta e avevamo pochi soldi, ma tanta voglia di vivere! Dico "eravamo" perché io c'ero già allora, esattamente come molti altri miei compagni, dopo essere stati scaricati in mezzo alla strada come roba vecchia e inutile, buttati via come giocattoli rotti, siamo approdati al rifugio spaventati e con il cuore tradito da quello che credevamo essere il nostro migliore amico, il nostro compagno di una vita, ma che si è rivelato un essere abominevole e senza neanche un pezzetto di quello stesso cuore che a noi ha sbriciolato e calpestato senza neanche un po' di rimpianto.
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All'inizio è stata davvero dura: vedevamo arrivare altri quattro zampe nelle nostre stesse condizioni,
continuano ad arrivarne tantissimi (Siamo quasi cento adesso!), e molti, me compreso, pensavano di non farcela, che quell'immenso dolore, quell'enorme senso di vuoto non sarebbe scomparso, che non avremmo mai più potuto fidarci di un uomo e fargli un sorriso (sì, certo, anche noi cani sorridiamo, ed il nostro sorriso è tutto nella coda), poi piano piano, abbiamo capito che tutte quelle persone che ci stavano intorno e ci sussurravano parole dolci forse non erano cattive come il nostro padrone, che ci volevano davvero bene e veramente avevano a cuore il nostro benessere fisico e psichico e si preoccupavano per noi.
Non abbiamo un vero padrone come prima, però
ci sono due persone che pensano a noi ventiquattro ore su
ventiquattro, c'è la nostra veterinaria che ci viene a trovare tutte le settimane (anche se ogni tanto ci fa qualche iniezione o ci dà una medicina dal cattivo sapore non ci lamentiamo, perché sappiamo che ci farà stare meglio) e poi
ci sono i nostri amici volontari, ed anche loro
vengono a trovarci tutte le settimane, ci portano a spasso, a fare il bagno nel ruscello, ci rimpinzano di biscotti.
Per i più sfortunati di noi, quelli come me, che sono qui da tantissimo tempo e che qui probabilmente finiranno i loro giorni, diventano il punto di riferimento,
ci amano come se fossimo davvero i loro
compagni, senza distinzioni e senza condizioni, anche se a volte facciamo i monelli e tiriamo al guinzaglio, ci accettano per quelli che siamo, magari un po' spelacchiati, con qualche acciacco (sapete com'è: gli anni si fanno sentire), forse non proprio bellissimi,
ma ci vogliono bene lo stesso e ci fanno sentire
amati.
Da luglio 2003 ci siamo trasferiti in un'altra
casa, più bella, più grande e più confortevole, ed è stato
costruita con tanti sacrifici e determinazione da coloro che ci amano e che ci rispettano: anche se è
una gabbia, anche se vediamo il cielo attraverso le sbarre, siamo protetti dal caldo e dal freddo, la
ciotola della pappa arriva puntuale ogni giorno, le coccole dei volontari, dei nostri amici e simpatizzanti ci sono per tutti e cento noi cani e presto avremo anche il nostro dottore personale tre
giorni alla settimana.
Insomma, tanto hanno fatto, ma molto devono ancora fare, noi siamo al sicuro, ci hanno dato una casa nuova nuova, un ambulatorio, un ricovero, una cucina, un prato enorme per correre ed un custode che veglia su di noi sempre, tutto ciò è costato una ciotola, anzi, un sacco di soldi: hanno contratto debiti ingenti per garantirci quest'oasi di tranquillità ed
abbiamo bisogno di tanti euro per pagare il mutuo ed i debiti con l'impresa edile affinchè quella cuccia e quella gabbia ci proteggano
sempre. Grazie!
Tanti slap ed un bau
Argo
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